Dentro il progetto: Housing integrato a Via de Petra - Foggia

Aggiornato il: 28 dic 2018

La crescita rapida e vorticosa delle città, spesso governata a fatica da strumenti urbanistici rigidi ed obsoleti, anche se a loro tempo ben congegnati, lascia dietro di sé dei lacerti urbani la cui evoluzione, od involuzione, a volte segue una sorta di storia parallela.


È questo il caso dell'area oggetto dell'intervento proposto qui di seguito, sviluppato come tesi di laurea magistrale, che aveva lo scopo di riportare a livelli di qualità urbana un'area dalle grandi potenzialità e dal destino infausto.


L'idea di fondo che ne ha guidato l'ideazione era quella di dare un'impronta di urbanità a questo frammento di non-città, riproponendo le tematiche che caratterizzano l'Abitare tradizionale del Sud Italia, con particolare riferimento ai piccoli e medi centri pugliesi: il rapporto con lo spazio semiprivato a pié dell'edificio, il contatto diretto con esso, territorio in-between in cui si trasferisce la socialità, quasi fosse un soggiorno comune agli abitanti di un quartiere, di una strada, di un vicolo.


La casa bassa ad alta densità, tipologia predominante in questo progetto, previene il ricorrere di fenomeni di sprawl, garantendo al contempo che questo profondo rapporto di interrelazione con la dimensione microurbana venga a dissolversi nella pletora di portoni condominiali, vomitoria di una popolazione costretta ormai a vivere la città dietro ai finestrini delle auto.


Recuperare il rapporto con la strada, con la piazza, con il vicino; vivere, anche dai propri balconi, una relazione con essa che permetta di percepirla al di sotto delle chiome degli alberi; rendere la Città il palcoscenico di quella porzione del "Teatro dell'Abitare" che le consenta di essere sentita come terra di tutti e non di nessuno. Sono forse queste le chiavi per ridare allo spazio urbano la qualità e la sostanza di Civitas.






IL CONTESTO


L'area di intervento è collocata nel quadrante meridionale della città di Foggia, lungo la direttrice che conduce, attraverso la SS655, verso l'autostrada per Napoli. La sua superficie complessiva, inclusa l'area occupata dalle attrezzature sportive, ammonta a circa 140.000 mq.


L'area è periferica, ma collocata in una zona particolarmente felice da un punto di vista infrastrutturale. Il tessuto viario circostante, il sistema di circonvallazione interna e la prossimità con il tracciato tangenziale che penetra nel centro consente un rapido raggiungimento dei gangli dell'abitato. La dotazione commerciale è garantita dalla vicinanza del centro commerciale Mongolfiera-Ipercoop, mentre a ridosso dell'area sono presenti importante strutture sportive.


Queste caratteristiche rendono quest'are marginale della città particolarmente adatta alla collocazione di un complesso di edilizia residenziale pubblica che garantisca contemporanemente la risoluzione di parte dell'ormai endemica emergenza abitativa della città, nonché la realizzazione di alloggi destinati al social housing per specifiche fasce "deboli", in particolar modo anziani e studenti fuorisede iscritti all'Università di Foggia.


IL CONCEPT


Il concept si fonda sull'idea di creare un tessuto morfologicamente analogo a quello identificabile in molti centri storici mediterranei, costituito da spazi semiprivati conclusi (per esigenze climatiche e di privatezza) che si articolano in serie a margine delle vie di comunicazione.


La prima elaborazione si articolava in due tipi di spazi: un percorso principale con configurazione "a baionetta" e una serie di "diverticoli" o "claustra"(secondo il modello rintracciabile in varie cittadine pugliesi, come ad esempio Altamura), che raccolgono gli accessi delle residenze.


L'evoluzione successiva ha condotto verso un'articolazione dei claustri sistematicamente associata ad uno spazio di piccola piazza, e lo schema si apre in due attraversamenti pedonali che collegano gli spazi e le funzioni ad este e ad ovest dell'area di intervento.




La necessità di aprirsi alla circolazione carrabile ha guidato, da queste basi, la prima definizione dettagliata del concept. Il tessuto si suddivide in una serie di distretti, popolati da una varietà di configurazioni tipologiche e aggregative diverse. Gli alloggi trovano così i loro accessi nelle corti aperte, definite dagli edifici disposti in "C" più o meno permeabili all'attraversamento. Si configura anche un "taglio" verde e uno spazio di grande piazza centrale, in cui trova collocazione un edificio a torre sensibilmente più alto degli altri.


IL PROGETTO


La configurazione del tessuto urbano si caratterizza per una struttura "a distretti". Essi sono circostritti dalla viabilità carrabile ed inanellati da quella pedonale che si dipana essenzialmente all'interno della prima. Essa intercetta gli accessi alle varie corti, nonché le varie aree dedicate ai servizi che sono collocate all'interno di tutto il quartiere: in particolare, l'offerta consta di una scuola per l'infanzia e di due grandi locali da adibire al commercio o ad attività ricreative, nonché vari locali più piccoli situati principalmente nelle zone porticate.


Le corti attorno a cui si raccolgono le residenze hanno configurazioni geometriche e spaziali molto diverse, e si caratterizzano per diversi gradi di privatezza e permeabilità rispetto alla strada.

L'offerta tipologica è ampia e mira a servire un ventaglio di utenze piuttosto vasto, allo scopo di favorire la composizione di un tessuto sociale il più possibile vario e articolato. Consta di case unifamiliari sovrapposte, case a ballatoio, in linea, a semplice schiera, nonché di una corte urbana che ospita alloggi flessibili e di taglio molto diverso che si adattano ad ad un'utenza molto varia in termini di dimensione dei nuclei familiari e di età.

La torre si configura invece come un edificio dedicato al cohousing. Alloggi minimi di 29 e 35 mq sono collocati in coppie in ciascun braccio dell'edificio e sono accessibili attraverso degli spazi living in comune, mentre i servizi comuni sono collocati al pianterreno. Le diverse altezze dei bracci della "stella" hanno permesso la realizzazione di una terrazza su due livelli, mentre il terzo e il quarto livello dell'edificio stesso sono stati "svuotati", per ospitare una grande piazza in quota.


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