Le 10 cose da non dire a un architetto

Aggiornato il: 28 dic 2018



Per alcuni, noi architetti rappresentiamo delle figure curiose, pittoresche, al limite del mitologico. La verità è che siamo persone come le altre, cui un imprinting molto (spesso troppo) formativo ha instillato, tra le altre cose, una certa suscettibilità verso alcune parole che tutti, prima o poi, ci siamo sentiti dire.


Non ho certo la pretesa di parlare a nome di tutti i miei colleghi, ma personalmente ho accumulato, grazie all'affettuoso apporto di clienti, amici, parenti e tecnici di diversa formazione, una serie di frasi che - perdonatemi tutti! - avrei preferito non sentire.


Ne raccolgo qui dieci, in una lista non esaustiva, ad uso di chi di voi abbia voglia di capire cosa faccia assumere alla faccia del vostro architetto di fiducia quella indescrivibile sfumatura tra il verde bile e il rosso cardinale.


DISCLAIMER: Non avete tutti i torti a dire che siamo un po' strani. Non abbiamo tutti i torti a dire che a volte non ci capite. Ridiamoci tutti un po' su.



1. AH, SEI ARCHITETTO? ANCH'IO HO MOLTO GUSTO PER L'ARREDAMENTO!

Ah, sei un medico? Anche io da ragazzino guardavo sempre E.R.!

Ragazzi, scherzi a parte, non funziona proprio così. Innanzi tutto, l'aver visto in televisione una toracotomia non mi rende automaticamente capace di aprirti in due il torace con una sega senza ammazzarti. In secondo luogo, ti assicuro che il mio lavoro non si riduce ad abbinarti le tende con il divano!



2. PER FAVORE, NIENTE COSE STRANE

Ok, lo ammetto, il delirio di onnipotenza è sempre dietro l'angolo. Anche a me è capitato di domandarmi su quale marciapiede fosse più giusto che la gente camminasse. Ma credimi, nella stragrande maggioranza dei casi, non puntiamo a fare cose strane. Cerchiamo di fare cose giuste.



3. VORREI UNA COSA ORIGINALE

Idem come sopra. Quando faccio una scelta progettuale, in genere non mi domando se sia strana o ordinaria, se sia originale o comune. Essenzialmente, mi domando se funziona. Se è così, per quanto strana (o ordinaria) possa sembrare, avrò almeno un buon motivo per proportela, e una discreta convinzione che possa migliorarti la vita.



4. CARINO!

E che è, un cane? Ti svelo un segreto: una delle cose più difficili da imparare in questo mestiere è non innamorarsi delle cose che progetti. Se le tratti come figli tuoi, finisci per passare sopra ai difetti e perdere la lucidità necessaria per smontare tutto e ricominciare da capo. Sarà per questo che i nostri professori, all'università, si divertivano a farci a pezzi i plastici?

Ad ogni modo, sforzati insieme a me di andare oltre i soli giudizi di ordine estetico.

Se una cosa funziona, la prendiamo in considerazione. Ce ne saranno tante, e tra queste sceglieremo quella che ti piace di più. Se non funziona, dobbiamo buttarla via, fosse anche bella come un carlino (ehm...).



5. QUESTA COSA È MOLTO/TROPPO/NON ABBASTANZA MODERNA

Ok, qui parliamo di Storia, e se non riconosci il simpaticone nella foto, non posso biasimarti. Lui di "moderno" ne capiva qualcosa, se non altro perché lo ha inventato. E se pure certi